venerdì, 26 gennaio 2007

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Scrittrice anarchica e femminista Ursula Le Guin è una delle maggiori voci nel campo della letteratura fantascientifica. 

 URSULA LE GUIN   LA MANO SINISTRA DELLE TENEBRE  TEA 2003  trad. U. Malaguti p. 269

 Vincitore del premio Hugo e del premio Nebula nel 1969, questo "La mano sinistra delle tenebre"è il primo grande capolavoro di Ursula Kroeber Le Guin. Scritto in una prosa cristallina , questo romanzo è  considerato uno dei grandi classici della fantascienza moderna.
Gethen, un pianeta in piena era glaciale ( noto ai terrestri col nome di Inverno), è abitato da una strana umanità che ha costruito una civiltà  affascinante. La mancanza di differenziazione sessuale dei suoi abitanti è il tema centrale  di questo libro: Genly Ai, primo terrestre su Inverno, viaggia attraverso le varie nazioni per convincere questi esseri  ad accettare un trattato d'alleanza con l'Ekumene, la lega dei mondi civilizzati. Intrappolato nei sottili intrighi dei governanti di Inverno, egli si ritroverà a lottare per la sua sopravvivenza sui terribili ghiacciai del pianeta, con l'unica compagnia di un getheniano. Sarà così, attraverso questa  odissea, che verrà a comprendere gradualmente e con grande stupore che cosa è davvero "alieno" .

 URSULA LE GUIN  I REIETTI DELL’ALTRO PIANETA.  ED NORD p.333

Due pianeti gemelli. Urras e Anarres, sono l'uno la "luna dell'altro". Ma Urras, quasi desertico, non aveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono in massa i seguaci di Odo, che erano in contrasto insanabile con la società del Benessere che prosperava (e continua a prosperare) su Anarres.
Da allora gli Odoniani hanno creato una società di soprawivenza, consona tuttavia ai loro ideali: una "fratellanza" da cui sono esclusi i sentimenti stessi di proprietà, di governo e di autorità. I contatti fra i due pianeti sono esigui, benché non interrotti, ma un muro chiude il porto franco in cui scendono le navi spaziali anarresiane, e salvaguarda come un cordone sanitario gli "sanarchici", i nullatenenti di Urras dalle idee (non meno che dai microbi) di Anarres.
Le doti narrative e immaginative di Ursula Le Guin emergono in questo libro. Attraverso una descrizione fitta di particolari affascinanti, I'autrice ci dà il ritratto di due opposti modi del vivere civile: da una parte una profonda analisi di una società opulenta, dall'altra la sottile rete di "precetti" e di "rituali" in cui ricade anche una società fondamentalmente anarchica. L'elemento che mette a fuoco le due opposte situazioni è l'esperienza di Shevek, il genio matematico che, con un apparente tradimento, accetta un invito a lavorare sul pianeta dei "ricchi" e dei "proprietari", spinto dal proprio desiderio di abbattere le barriere dell'odio e della diffidenza, simboleggiate dal muro che chiude il porto di Anarres.
Sarebbe fin troppo facile trovare, in questo romanzo, le analogie con situazioni del nostro mondo: la posizione delle donne nella società, i meriti del socialismo e dell'anarchismo, la posizione della persona di genio all'interno di una cultura sono solo alcuni degli argomenti presi in esame. E le prospettive che ci vengono mostrate, I'essenziale senso della Storia come "lavoro da fare" tra rischi e incertezze, sono rivelatori. I reietti dell'altro pianeta ridà vita alla tradizione utopistica a favore della nostra ambigua epoca di speranza e di terrore, e porta magistralmente la fantascienza all'altezza della grande letteratura. umanistica. Ci parla con una voce rabbiosa compassionevole, saggia, affascinante. Una sintesi per i nostri tempi, un avvenimento letterario e culturale di prim'ordine.

recensioni elaborate da www.nord.fantascienza.it/catalog/scheda.

 


khinna alle 08:28 in: le guin ursula
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